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Il Piano di Sviluppo e Coesione

Il principale strumento finanziario attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo e la coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali è rappresentato, nell’ordinamento italiano, congiuntamente ai Fondi strutturali europei e al relativo cofinanziamento nazionale, dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), disciplinato dal decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88.

Il Fondo, secondo le norme che lo regolano, ha le seguenti caratteristiche:

a) è pluriennale, in coerenza con l’articolazione temporale della programmazione dei fondi strutturali dell’Unione europea;

b) è destinato a sostenere esclusivamente interventi per lo sviluppo, anche di natura ambientale, secondo la chiave di riparto: 80% nelle aree del Mezzogiorno; 20% nelle aree del Centro-Nord;

c) le risorse sono aggiuntive, non possono essere sostitutive di spese ordinarie del bilancio dello Stato e degli enti decentrati, in coerenza e nel rispetto del principio dell’addizionalità previsto per i fondi strutturali dell’Unione europea.

Alla ripartizione del Fondo per lo sviluppo e la coesione provvede, con proprie deliberazioni, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), che dal primo gennaio 2021 ha assunto la denominazione di Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS).

Nel tempo, gli strumenti programmatori “ordinari” del FSC, nei cicli che si sono susseguiti (2000-06, 2007-13, 2014-20), hanno assunto le forme più varie:

  • Intese istituzionali di programma e Accordi di programma quadro nel 2000-06;
  • Programmi Attuativi Regionali, Attuazione diretta e Accordi di programma quadro nel 2007-13;
  • Piani operativi e Patti per lo sviluppo nel 2014-2020.

La varietà dei “tipi” di strumenti adottati, oltre che i ritardi nella realizzazione di alcuni programmi e/o interventi e la conseguente necessità di accelerare la capacità di spesa delle amministrazioni centrali e regionali, ha indotto il legislatore ad intervenire nel 2019 (art. 44 del D.L. n. 34 del 30 aprile 2019) per riclassificare i vari Piani/Programmi, a titolarità delle singole Amministrazioni centrali o regionali e delle Province Autonome o delle Città metropolitane, e ricondurli ad un unico nuovo strumento programmatorio, denominato “Piano di sviluppo e coesione” (PSC).

L’art. 44 del citato decreto-legge n. 34 del 2019 ha previsto in sintesi:

  1. la predisposizione di un unico Piano operativo denominato «Piano sviluppo e coesione», con modalità unitarie di gestione e controllo, per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare di risorse del Fondo, con la riclassificazione degli attuali documenti di programmazione delle risorse del FSC relativi ai vari cicli di programmazione 2000-2006, 2007-2013, 2014-2020, che vengono così sostituiti dal PSC (art. 44, commi 1, 2 e 15);
  2. la costituzione di appositi Comitati di sorveglianza (art. 44, commi 2 e 4);
  3. la disciplina dei compiti delle Amministrazioni titolari dei piani operativi (art. 44, commi 5 e 8) e delle nuove risorse FSC attribuite con la legge 30 dicembre 2018, n. 145, e non ancora programmate (art. 44, comma 12);
  4. l’obbligo normativo di generare obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 2022 per tutti gli interventi di cui all’art. 44, comma 7, lett. b).

Nel corso del 2020 la dotazione del FSC 2014-2020 è stata oggetto di impieghi anche per effetto di disposizioni legislative intervenute per lo più con carattere d’urgenza per fronteggiare esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 347, ha autorizzato per gli anni 2020 e 2021 – nelle more della sottoposizione all’approvazione da parte del CIPE dei Piani di sviluppo e coesione previsti dal citato articolo 44 del decreto-legge n. 34 del 2019 – l’utilizzo in via eccezionale delle risorse del FSC rinvenienti dai cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 per qualsiasi tipologia di intervento connesso a fronteggiare l’emergenza sanitaria, economica e sociale conseguente alla pandemia da Covid-19 (cfr. pag.1 punto b).

Il processo di riclassificazione degli strumenti programmatori finanziati con risorse FSC dei cicli 2000-06, 2007-13 e 2014-20, ai sensi del citato articolo 44 del decreto-legge n. 34 del 2019, si è concluso nel mese di dicembre 2021, con l’adozione di n. 43 Piani di sviluppo e coesione, di cui:

  • n. 21 a titolarità delle Amministrazioni regionali e Province autonome
  • n. 10 a titolarità delle Amministrazioni Centrali
  • n. 12 a titolarità delle Città metropolitane

Con delibera CIPESS n. 2 del 29 aprile 2021 sono state definite le disposizioni quadro per l’attuazione dei Piani di sviluppo e coesione.

Il Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Basilicata, approvato con delibera CIPESS n. 18 del 29 aprile 2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Repubblica Italiana del 07 agosto 2021 – Serie generale – n. 188, ha un valore complessivo di 2.209,57 Meuro a valere sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) dei tre cicli di programmazione 2000/2006, 2007/2013 e 2014/2020 e nello specifico:

  • FSC 2000/2006 per 696,62 Meuro relativi agli Accordi di Programma Quadro attivati nell’ambito del programma Intesa Basilicata;
  • FSC 2007/2013 per 802,49 Meuro relativi agli Accordi di Programma Quadro e agli Strumenti di Attuazione Diretta attivati nell’ambito del Programma Regionale d’Attuazione e del Programma Obiettivi di Servizio;
  • FSC 2014/2020 per 710,46 Meuro relativi agli Strumenti di Attuazione Diretta attivati nell’ambito del programma Patto Basilicata.

Il PSC in prima approvazione è articolato in:

  1. sezione ordinaria per un valore di 2.206,80 Meuro che si compone di:
  • risorse ex art. 44, comma 7, lettera a) del decreto-legge n. 34 del 2019, per 1.559,54 Meuro;
  • risorse ex art. 44, comma 7, lettera b) del citato decreto-legge n. 34 del 2019 per 447,26 Meuro;
  • risorse oggetto di disciplina speciale per Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS), afferenti in particolare al CIS Napoli-Bari – quota Basilicata, per 200,00 Meuro;

2. sezione speciale per un valore di 2,77 Meuro destinate ad interventi emergenziali COVID 19.

Con la delibera CIPESS n. 49 del 27 luglio 2021, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 27 ottobre 2021 – Serie generale n. 257, le risorse del FSC 2014-2020 sono state integrate con l’assegnazione di ulteriori 34,73 Meuro confluiti nella sezione speciale 1, destinati alla realizzazione di interventi connessi all’emergenza COVID-19.

Il Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Basilicata, per effetto delle due deliberazioni CIPESS n. 18/2021 e n. 49/2021, ammonta complessivamente a € 2.244.309.373,51 così ripartiti:

  • € 2.206.800.274,00 di risorse FSC in sezione ordinaria;
  • € 37.509.099,51 di risorse FSC in sezione speciale 1.